Un garzoncello scherzoso come me, in queste vacanze di Natale, oltre a mangiare, bere e dormire, studia. Ebbene sì, purtroppo. Pare che tra giusto sei mesi avrà inizio la fine della mia "vita" nel Liceo, come del resto quella degli altri Briborchi. Sei mesi scarsi di scuola, tre prove scritte, un colloquio orale e tutto sarà finito. I professori ci rompono le balle dall'inizio dell'anno con sta storia dell'esame, perchè a dire il vero sono più agitati loro che noi. Proprio loro hanno le mani sudate, alzano il tono di voce, camminano freneticamente nell'aula mentre spiegano, magari anche sfogandosi contro l'arredamento preistorico che la contraddistingue. Noi invece siamo in gran parte tranquilli, rimandiamo verifiche ed interrogazioni, saltiamo delle ore, non stiamo nemmeno troppo attenti in classe: addirittura poco più di un mese fa abbiamo fatto una festa in classe perchè era il compleanno della nostra prof. coordinatrice!
Tuttavia si inizia a pensare alla tesina, anche perchè questa è la nostra penultima pausa, ed essendo anche la più lunga alcuni hanno capito che è meglio sfruttarla. Ad esempio la Palla, la donna delle inversioni a U, che ha avuto la sua illuminazione leggendo "Siddharta" di H. Hesse e ci farà sopra la tesina passando per il romanticismo, Schopenauer e Freud. Dal mio canto, io aspettavo a pormi il problema, anche perchè le idee che mi venivano in mente mi sembravano piuttosto banali. Poi la svolta, o meglio la mia illuminazione :D
Il nostro professore di Religione ha deciso di concederci alcune delle sue ore durante l'anno per farci approfondire temi a nostra scelta. Tra i temi usciti, tra eutanasia ed etica religiosa, tra sesso e patriottismo, è passato anche quello della contraddittorietà (che, come Motor preciserebbe se passasse di qui ogni tanto, ho proposto io ed ho sostenuto io): dato che nessuno si è opposto, a fine Novembre ho tenuto la mia lezioncina sulla contraddittorietà. Si parte da Aristotele con il suo principio di non contraddizione che vive fino a Kant (che lo usa ancora nella sua interpretazione più rigorosa e stretta), poi il buon vecchio Hegel, che con la sua dialettica mette i bastoni tra le ruote ai primi due, per approdare infine al mio piccolo caro Adorno. Adorno che, per quanto sono riuscito a capirne ora, fonda "un principio di contraddizione" e afferma che non solo alla base della società ma addirittura alla base del pensiero umano si trova la contraddizione e non la coerenza. Al primo approccio non è stato facile per me capire il suo pensiero e quindi non è stato nemmeno semplice esporlo alla classe.
Tuttavia anche Leopardi fonda le basi della propria teoria pessimistica sulla contraddizione, dicendo che l’unico destino di ogni essere vivente è la morte: “contraddizione spaventevole, ma non perciò men vera” ( Zibaldone, 4169). Poi anche Orwell ci mette del suo nel suo ultimo romanzo “1984”: basti pensare agli slogan del Partito “La libertà è schiavitù; l’ignoranza è forza; la guerra è pace.”, oppure alla figura emblematica del Grande Fratello che ti spia da ogni angolo pronto a farti arrestare. Insomma Adorno non sembra avere poi tutti i torti…
Bene, tutta questa dissertazione per dirvi che ho trovato l’argomento che vorrei sviluppare per la mia tesina (e già vedo lo Straniero mettersi le mani nei capelli, ma questa la capiamo solo io e lui)…Speriamo di riuscirci senza cadere nel contraddittorio ;-D
BRIBORCO RULES!!!